Il tetto retributivo nel pubblico impiego dopo la sentenza n. 135 del 2025 della Corte costituzionale
20 Luglio 2026|Sinossi. Il contributo propone una rilettura dell’istituto del tetto retributivo nel pubblico impiego, prendendo le mosse dalla sentenza n. 135 del 2025 della Corte costituzionale, che ne ha dichiarato l’illegittimità sopravvenuta nella misura fissa di euro 240.000,00. Si problematizza la qualificazione della pronuncia – sopravvenuta o, piuttosto, differita rispetto al vulnus già maturato nel 2022 – se ne analizzano le criticità applicative (limite per il 2025, arretrati da contrattazione collettiva, computo dei compensi finanziati da fonti private) e si riscopre la funzione del tetto, di coesione sociale interna alla categoria dei dipendenti pubblici, oltre la mera finalità di contenimento della spesa.
Abstract. This essay examines Constitutional Court judgment no. 135 of 2025, which declared the €240,000 fixed cap on public employees’ salaries unconstitutional on a supervening basis. It questions the characterisation of the ruling – genuinely supervening, or rather deferred with respect to the vulnus already manifested in 2022 – analyses the practical issues it raises (the limit applicable for 2025, back pay from collective bargaining, the inclusion of remuneration financed from private sources) and rediscovers the cap’s function as a tool of social cohesion among public-sector employees, beyond the mere aim of containing public expenditure.
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