Dicono di noi

Regole per esportare/produrre/distribuire negli Stati Uniti

avv. Rosa Marzano Limatola AvvocatiL’IDEALE È CREARE UNA SOCIETÀ AD HOC SUL TERRITORIO
Il nostro consiglio di base è sempre di creare una società americana e di operare attraverso la stessa entità per qualsivoglia strategia di ingresso

 LE REGOLE D’ORO

  1. Costituisci la tua società americana
  2.  Proteggi il tuo brand ed il tuo trademark
  3. Ricorda che ci sono delle limitazioni all’ingresso di risorse umane straniere negli USA.

 

Non sembrano esserci dubbi sul fatto che gli Stati Uniti rappresentino, ancora oggi, uno dei principali mercati di sbocco per l’export italiano e altrettante certezze si hanno in merito alla sua complessità. “Che è legata soprattutto al fatto che lo stesso mercato è formato da 50 Stati che presentano differenze sostanziali non solo di carattere normativo/legislativo ma anche di sviluppo economico e culturale – spiega l’avvocato Rosa Marzano -. In sintesi, le società italiane che approcciano il mercato americano affrontano problematiche simili che possono iassumersi nella scarsa conoscenza del mercato at large e dei competitori operanti sul territorio; in errori legati alla strategia di entrata e a volte alla totale mancanza di strategia; alla carenza di strutture di logistica e di distribuzione; a problemi di carattere culturale e di approccio con eventuali partner americani; alla scarsa programmazione anche in termini di investimento per l’ingresso del mercato”.

 Come suggeriscono coloro che hanno provato a ‘mettere piede’ nelle opportunità statunitensi, è frequente incappare in una incorretta valutazione dei costi e dell’investimento da affrontare.

“Ciò che si verifica nei nostriprimi incontri con le aziende italiane – prosegue Rosa Marzano – è il cosiddetto ‘reality check’ ovvero la realizzazione che inevitabilmente l’ingresso in un mercato così appetibile comporta dei costi/rischi che debbono essere preventivati non solo in termini di risorse economiche e di investimento ma anche di risorse umane. In termini paradossali, il mercato americano sta diventando sempre più protettivo e chiuso in ragione di trasformazioni di carattere sociopolitico e culturale che hanno interessato il paese e questi cambiamenti comportano la necessità di interagire all’interno del paese attraverso entità ‘americane’. Il nostro consiglio di base è sempre di creare una società americana e di operare attraverso la stessa entità per qualsivoglia strategia di ingresso. La costituzione di una entità giuridica agevola le transazioni commerciali e agevola anche l’ingresso di risorse umane dall’Italia”.

 Alcune strategie di ingresso:

  • Costituzione di struttura autonoma
  • Utilizzazione di importatori e/o distributori
  • Utilizzazione di agenti e/o brokers
  • e-commerce

Sono tante e complesse le regole che  determinano eventuali rapporti commerciali, come per esempio la regolamentazione dei rapporti con agenti e brokers.
“Esiste una distinzione sostanziale tra queste due figure – precisa Marzano -: l’agente riceve mandato dall’azienda per la vendita del prodotto sul territorio con un rapporto che può essere configurato con esclusività o non esclusività. Spesso all’agente è assegnato un territorio specifico e deve garantire un minimo nelle vendite. Il broker è un venditore indipendente che negozia i prezzi dei prodotti da collocare sul mercato a propri clienti senza garantire alcun minimo di vendita o continuità negli ordini. E, infine, un ultimo cenno meritano le regole sull’immigrazione: l’ingresso nel paese sta diventando sempre più difficoltoso, anche in ragione della enorme discrezionalità degli agenti doganali che hanno l’autorità di rigettare l’ingresso di visitatori per le ragioni più disparate. L’Italia è tra i paesi che rientrano nel cd. waiver program/ESTA: possono entrare negli Stati Uniti per turismo o business per periodi di 90 giorni senza la richiesta di un visto di ingresso. Come tuttavia evidenziato, la possibilità di essere rigettati all’ingresso ci fa consigliare agli operatori e alle aziende, soprattutto nella ipotesi di partecipazione a fiere, di richiedere visti di ingresso ad hoc come ad es. B1/B2 per evitare problemi in dogana”.