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Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili e Iva detraibile

Con riferimento all’accertamento dell’utilizzo di fatture riferite ad operazioni soggettivamente inesistenti, la Corte di Cassazione afferma che l’oggettiva esistenza dell’operazione consente al cessionario di dedurre il costo secondo i generali criteri di inerenza, certezza, competenza e determinatezza dell’operazione stessa. Ai fini Iva, la detraibilità è subordinata all’accertamento della consapevolezza o meno della frode da parte del cessionario (Sentenza 2 ottobre 2020, n. 21111).