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Limatola cerca alleati a Nord Est

Non solo lavoro. Non solo moda. Alessandro Limatola, classe 1970, oggi guida uno studio legale che conta 10 soci, una sessantina di professionisti, cinque sedi in Italia (da Milano a Palermo, passando per Modena, Roma e Napoli) e una a New York.

Il 2018 si è chiuso con ricavi in crescita. «E all’inizio del 2019 viaggiamo su un +33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», dice l’avvocato a MAG.

Figlio d’arte, nel 1998 si trova a dover guidare lo studio fondato da suo padre, scomparso all’improvviso. «Non avevo compiuto ancora 28 anni», ricorda. Lo studio, in via Santa Lucia, nei pressi del lungomare di Napoli, occupava 5-6 persone. Non era cosa da poco per l’epoca.
Dopo il consolidamento della struttura di famiglia, l’avvocato comincia ad accarezzare l’idea di misurarsi su una piazza più ampia, nazionale.

«Non puoi farlo a meno che tu non metta piede anche a Milano». Gli dice uno dei suoi clienti più affezionati. E lui decide di fare tesoro di questo suggerimento. Parte. Si appoggia prima in una stanza nello studio di una collega. E piano piano comincia a mettere fieno in cascina. «Ho cominciato a fare uno, più uno, più uno…», dice Limatola.

Arrivano i clienti. E rimangono. Limatola si occupa di contratti d’agenzia e distribuzione commerciale nazionale e internazionale. Marzotto, Diesel, Loro Piana. Diventa un punto di riferimento nel settore nelle sue aree di competenza. Ma allo stesso tempo cerca di aggregare colleghi attivi in altre aree di pratica.

«In un modo o nell’altro, almeno 7 delle persone che lavorano con me oggi, sono state o sono legate a compagni di liceo. Eravamo tutti dai Gesuiti del Pontano, a Napoli».

Nel 2013 il gruppo, che ormai ha raggiunto dimensioni importanti si trasferisce in quella che è la sede attuale dello studio nel capoluogo lombardo. A pochi passi dal Tribunale, in Via Privata Cesare Battisti. Limatola e i colleghi decidono di comprare. E di costituire un’associazione professionale che si occupa di diritto del lavoro, ma anche di distribuzione, societario, fiscale e penale.

Il giro d’affari si suddivide al 50% tra labour e il resto delle practice. Mentre nel frattempo, il portafoglio clienti si allarga ad altri settori con l’arrivo di mandati importanti da parte di colossi come Enel e Vodafone.

Quest’anno lo studio ha promosso due soci (Rossana Cassarà e Federico Putaturo) e preso l’of counsel Vincenzo Meli ordinario di diritto commerciale a Palermo. Qui, come detto, lo studio ha anche una delle sue sedi territoriali. «L’idea è stata quella di costruire un’organizzazione davvero nazionale, capace di coprire il Paese da Milano fino alla Sicilia». E la voglia di crescere non si è ancora esaurita. «Guardiamo con grande interesse a strutture simili alla nostra e presenti nel Nord Est – dice l’avvocato –.

L’idea sarebbe di aggregare uno studio o creare forme di collaborazione più o meno strette con una realtà locale. Non deve essere necessariamente una fusione. Ma certamente una collaborazione stretta con una realtà con una forte connotazione giuslavoristica, potrebbe renderci la seconda o terza insegna italiana in questo settore, considerati i volumi, le sedi, l’organico e il giro d’affari». Poi c’è l’estero. Dal 2011 l’insegna è presente anche a New York. «Ma vorremmo avere anche un desk in Spagna-Portogallo e in Sud America». Secondo Limatola e soci «si tratta di mercati interessanti, dove c’è un’affinità culturale con noi italiani e dove possiamo portare delle best practice di riferimento che ci rendano dei market leader. Ma soprattutto sono mercati interessanti per l’impresa italiana».