Show Info

La Consulta sulla maxi sanzione del 2006 per lavoro “nero”

14 Novembre 2014|
Con sentenza del 3 novembre 2014, n. 254, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 36-bis, co. 7, lett. a), del D.L. 4 luglio 2006, n. 223 (conv., con modif., dall’art. 1, co. 1, della L. n. 248/2006), che ha modificato l’art. 3, co. 3, del D.L. 22 febbraio 2002, n. 12 (conv., con modif., dall’art. 1, co. 1, della L. n. 73/2002), nella parte in cui stabilisce che, l’importo delle sanzioni civili connesse all’omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore non può essere inferiore a euro 3.000, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. In altri termini, osserva la Consulta, poiché le sanzioni civili connesse all’omesso versamento di contributi e premi hanno una funzione essenzialmente risarcitoria, essendo volte a quantificare, in via preventiva e forfettaria, il danno subito dall’ente previdenziale, la previsione di una soglia minima disancorata dalla durata della prestazione lavorativa accertata, dalla quale dipende l’entità dell’inadempimento contributivo e del relativo danno, è irragionevole.