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La conoscenza di condotte altrui lesive dell’interesse aziendale, integra la giusta causa di licenziamento

Dal collegamento dell'obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.) con i principi generali di correttezza (art. 1175 c.c.) e buona fede (art. 1375 c.c.), deriva che il lavoratore deve astenersi non solo dai comportamenti espressamente vietati perché contrari al suddetto obbligo, ma anche da qualsiasi altra condotta che, per natura e per possibili conseguenze, risulti in contrasto con i doveri connessi all'inserimento del lavoratore nella struttura e nell'organizzazione dell'impresa o crei situazioni di conflitto con le finalità e gli interessi della medesima o sia comunque idonea a ledere irrimediabilmente il presupposto fiduciario del rapporto (Corte di Cassazione, sentenza 22 novembre 2019, n. 30558).