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INL: tracciabilità della retribuzione e maxisanzione lavoro “nero”

Nel caso in cui gli ispettori abbiano accertato l’impiego di lavoratori "in nero" e riscontrato altresì che la remunerazione dei medesimi sia avvenuta in contanti e non mediante strumenti di pagamento tracciabili, non può escludersi l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 1, co. 913, L. n. 205/2017 (pagamento in contanti), che in ogni caso discende del comportamento antigiuridico adottato ed è posta a tutela di interessi non esattamente coincidenti con quelli presidiati dalla maxisanzione per lavoro "nero". Lo ha precisato l’INL con nota del 9 novembre 2018, n. 9294.