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Scudo fiscale: accertamento legittimo su somme estranee alle attività “scudate”

30 August 2021|

In tema di esercizio del potere d'imposizione sui capitali cd. "scudati", la Corte di Cassazione ha affermato che l'inibizione dell'accertamento in riferimento agli imponibili rappresentati dalle somme o dalle altre attività costituite all'estero e oggetto di rimpatrio, richiede la dimostrazione da parte del contribuente di una concreta correlazione oggettiva (quanto meno di compatibilità, se non di immediata derivazione, oltre che cronologica e quantitativa) tra il reddito accertato e la provenienza delle somme o dei beni rimpatriati o regolarizzati. In altri termini, il reddito non dichiarato, oggetto di accertamento, deve essere collegato alle somme o ai beni emersi a seguito del rimpatrio, restando escluse dall'efficacia inibente dello "scudo" tutte quelle fattispecie estranee rispetto alle attività "scudate". (Ordinanza 12 agosto 2021, n. 22770).