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By Rivista Labor – Pacini Giuridica · 30 May 2024

Rivista

I lavoratori autonomi e i “nuovi” bisogni di tutela: il ruolo essenziale del divieto di discriminazioni per motivi sindacali

L’autore, in primo luogo, dà conto di come l’UE stia guidando con una certa convinzione l’estensione delle tutele antidiscriminatorie oltre i confini angusti del lavoro subordinato. D’altro canto, evidenzia come, viceversa, sia l’ordinamento italiano a collocarsi in una posizione più avanzata nel contrasto alle discriminazioni per motivi sindacali. Si analizzano, quindi, i diversi orientamenti giurisprudenziali della Corte di cassazione italiana e della Corte di Giustizia dell’UE sul punto. Inoltre, si evidenzia come, in una logica multilivello, militino diverse buone ragioni per l’estensione del diritto antidiscriminatorio, per un verso, a tutela del lavoro autonomo e, per un altro, a tutela dell’attività sindacale. Infine, si sottolinea come tale estensione sia coerente con recenti proposte normative di tutela dei lavoratori nel contesto globale delle catene del valore, come la proposta di direttiva UE relativa al dovere di diligenza o la proposta discussa nell’ambito delle Nazioni Unite, per uno strumento vincolante dedicato alle imprese transnazionali e altre imprese commerciali in materia di rispetto dei diritti umani. Entrambe, infatti, riconoscono i fondamentali diritti sindacali e i divieti di discriminazione in chiave soggettivamente universale, ovvero senza distinzioni fra categorie di lavoratori.

First, the author explains how the EU is leading with a certain conviction in extending anti-discrimination protections beyond the narrow confines of subordinate employment. On the other hand, it highlights how, vice versa, it is the Italian legal system that is in a more advanced position in combating discrimination for trade union reasons. We, therefore, analyze the different jurisprudential orientations of the Italian Court of Cassation and the EU Court of Justice on this point. Furthermore, it is highlighted that, in a multilevel logic, there are good reasons for the extension of anti-discrimination law, on the one hand, to protect self-employment and, on the other, to protect trade union activity. Finally, it is underlined that this extention is consistent with recent regulatory proposals aimed at protecting workers in the global context of value chains, such as the proposed EU directive on duty of care or the proposal discussed within the United Nations for one binding instrument dedicated to transnational companies and other commercial enterprises regarding respect for human rights. Both recognize fundamental trade union rights and prohibitions on discrimination in a subjectively universal manner, i.e. without distinctions between categories of workers. 

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