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Corrispettivi telematici: quelli incassati con buoni pasto si considerano non riscossi

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso in cui il cliente fornisca il controvalore in buoni pasto come pagamento del corrispettivo, ai fini della memorizzazione e trasmissione dei dati alla stessa Agenzia, l’importo va indicato nel documento commerciale emesso per certificare l’operazione, ma tra i corrispettivi non riscossi. In seguito, con l’emissione della fattura elettronica alla società di emissione dei buoni pasto, il corrispettivo parteciperà alla liquidazione IVA del periodo (Risposta a interpello n. 419 del 2019).