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Avvocato in trasferta, ma lo studio funziona: è dovuta l’IRAP

26 Agosto 2019|

In tema di IRAP deve ritenersi legittimo l’atto con il quale il Fisco presume l’imponibilità dei compensi di un avvocato sulla base delle voci indicate nella dichiarazione dei redditi. In particolare, la contestuale presenza nel modello di dichiarazione di elevati compensi ai collaboratori e di ingenti spese per alberghi legittima la presunzione dell’esistenza di un’adeguata e autonoma organizzazione in grado di assicurare il funzionamento dello studio in assenza del titolare, con conseguente potenziamento della capacità produttiva del professionista e assoggettamento ad imposta dei relativi compensi (Corte di Cassazione - Ordinanza n. 20455 del 2019).