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Acquisti soggettivamente inesistenti: prova di buona fede e estraneità alla frode

Ai fini della detrazione dell’IVA su acquisti che l’Ufficio contesti soggettivamente inesistenti, e collegati alla partecipazione ad una frode fiscale, è necessario fornire la prova di buona fede e l’inconsapevolezza della falsità delle fatture. Tale onere di prova non è deducibile dalle risultanze del procedimento penale che escludano il dolo. (Corte di Cassazione - Ordinanza 11 novembre 2020, n. 25426).