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Interpretazione norme di contrattazione collettiva: il criterio letterale precede quello ermeneutico

Le norme di contrattazione collettiva devono essere interpretate, preliminarmente, sulla base del criterio letterale che sempre precede quello ermeneutico, salva l’applicazione del principio "in claris non fit interpretatio", nel qual caso esso diviene non necessario (Corte di Cassazione, ordinanza 16 maggio 2018, n. 12000)